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La nostra équipe vanta attualmente una delle più numerose casistiche in Europa di pazienti affetti da azoospermia. In questo campo il Prof. Giovanni M. Colpi ha perfezionato una particolare tecnica microchirurgica di recupero di spermatozoi testicolari indicata nei casi di azoospermia non-ostruttiva. Essa permette al chirurgo, che lavora a 15-24 ingrandimenti mediante l’utilizzo del microscopio operatore, di individuare con maggiore precisione le zone del testicolo che, per alcune caratteristiche peculiari (vicinanza alla rete vascolare, colore e dilatazione dei tubuli), hanno una più elevata probabilità di contenere spermatozoi. In letteratura scientifica è riportato il recupero positivo in una più elevata percentuale di pazienti con azoospermia non-ostruttiva grazie a questa procedura microchirurgica (circa il 60%) rispetto alle tecniche convenzionali (TESE). Nella nostra casistica di pazienti operati negli ultimi dieci anni presso l'Ospedale San Paolo di Milano (circa 100 pazienti affetti da azoospermia non-ostruttiva all’anno, di cui taluni già operati senza successo in altri Centri), la percentuale di recupero con questa tecnica ha superato il 63%. Un nostro studio recente (il primo randomizzato e controllato in letteratura internazionale) ha dimostrato che la MicroTESE è significativamente superiore alla TESE convenzionale nel recuperare spermatozoi allorché il FSH è particolarmente elevato, e consente comunque una percentuale di recuperi positivi maggiore della TESE a parità di volume testicolare. Inoltre con la microchirurgia viene evitato il danneggiamento del restante tessuto, riducendo così i possibili effetti collaterali. Durante l'intervento viene d’ufficio eseguita anche una biopsia testicolare per la diagnosi istologica sullo stato della spermatogenesi. In genere sono necessari due giorni di ricovero ospedaliero, l'intervento viene eseguito in anestesia locale o generale, è assolutamente indolore anche nel post-operatorio e non cruento: l’attività lavorativa può essere ripresa regolarmente dopo soli due giorni dall’intervento (vedi anche: azoospermia).
Pubblicazioni scientifiche più significative:
Colpi GM, Piediferro G, Nerva F, Giacchetta D, Colpi EM, Piatti E.
Sperm retrieval for intra-cytoplasmic sperm injection in non-obstructive azoospermia.
Minerva Urol Nefrol. 2005 Jun;57(2):99-107. Review.
Colpi GM, Colpi EM, Piediferro G, Giacchetta D, Gazzano G, Castiglioni FM, Magli MC, Gianaroli L.
Microsurgical TESE versus Conventional TESE for ICSI in Non-Obstructive Azoospermia: a Randomized Controlled Study.
Reprod Biomed Online 2009 Mar; 18(3):315-9
Colpi GM, Piediferro G, Scroppo FI, Colpi EM, SulpizioP.
Surgery for male infertility: Surgical sperm retrievals.
In: Bjorndahl L, Giwercman A, Tournaye H, and Weidner W (eds), Clinical Andrology,
Informa Healthcare, London, 2010, ch. 12, pp. 95-104.]
G.M. Colpi
“Validity of microsurgery during TESE procedures”
Congress of the Hungarian Society of Andrology (with
International Partecipants)
Budapest, 12-13 October 2001
G.M. Colpi et al.
“Microsurgery in testicular sperm extraction”
18th Annual Meeting of the European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE)
Vienna, 30 June – 3 July, 2002
G.M. Colpi:
“What is the best sperm retrieval technique?”
lecture at the 2nd Meeting of the European Society of
Andrological Urology (ESAU)
Capri, October 23-24, 2003
G.M. Colpi
“Recuperi chirurgici nelle azoospermie non ostruttive”
lettura magistrale al XX Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia (SIA)
Capri, 25-28 ottobre 2003
G.M. Colpi
“Microsurgical TESE in non-obstructive azoospermia”
lecture at the 6th Congress of the Hellenic Andrologic
Society, Thessaloniki (Greece)
November 5-6, 2004
G.M. Colpi
“Efficacy of MicroTESE versus TESE in sperm retrieval in non-obstructive azoospermia”
lecture at the 1st Meeting of Hungarian Andrology Association
Siòfok (Hungary), 8-10 November 2007
G.M. Colpi & M. Castiglioni
“MicroTESE Colpi Technique in non-obstructive azoospermia”
video + lecture at the 14. Giessener Andrologisches Symposium “Sperm Retrieval”
Giessen (Germany), 8 November 2008
G.M. Colpi & M. Castiglioni Â
 “Testicular Microsurgery in NOA Patients”
 lecture at the NAFA Annual Meeting, Aarhus, 11-12 September 2009
G.M. Colpi e M. Castiglioni
“Tecniche di recupero di spermatozoi nelle azoospermie e impatto della qualitĂ della spermatogenesi sull’outcome della ICSI”
relazione al Convegno “Crioconservazione dei gameti e infertilitĂ alla luce delle modifiche della legge 40/2004” , Milano, 21 novembre 2009
G.M. Colpi et al.
“How to choose between TESE and MicroTESE for sperm retrieval in Non-Obstructive Azoospermic patients”
selected oral communication at the 26th Annual Meeting of ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embriology, Rome, 27-30 June 2010
Impotenza:
Nel soggetto sopra i 40 anni i fattori organici risultano essere la causa o concausa più frequente nella genesi della disfunzione erettiva (impotenza), pur tenendo presente che l'aspetto psicologico va ad incidere su tutte le forme di disfunzione erettile. Dopo quest’età, infatti, sono più frequenti i fattori di rischio, quali l'ipertensione arteriosa, l'aterosclerosi dovuta agli alti livelli di lipidi nel sangue, il diabete scompensato con i conseguenti danni sui nervi e sui vasi di piccolo calibro (come le arterie cavernose del pene). La causa che accomuna tutte queste condizioni è rappresentata dalla disfunzione endoteliale. E’ ormai accertato che l’endotelio, il rivestimento interno dei vasi sanguigni, svolge un ruolo che va oltre la semplice funzione meccanica. Esso si comporta come un vero e proprio organo endocrino, capace di produrre sostanze che influenzano la parete del vaso ed i tessuti circostanti. Studi recenti hanno addirittura individuato, nel manifestarsi di una disfunzione erettile ingravescente, un sintomo sentinella per quanto riguarda il futuro sviluppo nel paziente di probabili problematiche cardiovascolari (ischemie, infarto miocardico, etc.) (vedi impotenza).
L’organizzazione dell’ISES permette al paziente affetto da disfunzione erettiva di eseguire in due sole mattine tutte le indagini diagnostiche più moderne, previste dalle Linee-Guida internazionali, tese ad accertare i fattori causali della disfunzione erettiva e lo stato del sistema vascolare, al fine di identificare il trattamento personalizzato più corretto dell’impotenza e, laddove possibile, ridurre il rischio di future patologie vascolari.
Inoltre è possibile, grazie ad una apparecchiatura innovativa recentemente introdotta nell’uso clinico, verificare lo stato della funzione endoteliale del paziente in modo del tutto non-invasivo.
M. Rossellò Barbarà, G.M. Colpi
“Multicentric international study to validate the digital inflection rigidometer in
the diagnosis of erectile dysfunction”
American Urological Association (AUA) Convention
Anaheim (California), June 1-6 2001
G.M. Colpi
“Treatment of vasculogenic erectile dysfunction: a new trend?”
Magyar Urológusok Társasága Andrológiai Szekció, 26.
Tudományos Ülese, Sopron (Hungary), október 17-19, 2002
G.M. Colpi
“Farmaci per la Disfunzione Erettile nelle categorie a rischio: nelle cardiovasculopatie”
I Congresso Nazionale SIA-SIAM
Milano, 22-24 aprile 2004
M. Mancini
“La riabilitazione erettiva nelle patologie cardiovascolari”
Corso di aggiornamento in Sexual Medicine
Milano, 12 giugno 2004
F. Castiglioni
“Casi clinici di riabilitazione erettiva in cardiovasculopatici”
Corso di aggiornamento in Sexual Medicine
Milano, 12 giugno 2004
M. Mancini
“Effects of chronic oral tadalafil administration on the cavernosal arteries in patients with erectile dysfunction”
8th Congress of ESSM (European Society of Sexual Medicine)
Copenhagen, December 4-7, 2005
M. Mancini
“A normal endothelium increases the therapeutic role of Tadalafil in vasculogenic erectile
dysfunction”
9th Congress ESSM (European Society of Sexual Medicine)
Vienna 2006
Colpi GM, Mancini M, Piediferro G, Scoppo FI.
Disorders of blood flow: arterial and venous/sexual dysfunction and varicocele
Chapter in: Schill WB, Comhaire F, Hargreave T (Eds.): Andrology for the Clinician, Springer Verlag, 2006, pp. 338-347
Barassi A, Colpi GM, Piediferro G, Dogliotti G, Melzi D'Eril GV, Corsi MM.
“Oxidative stress and antioxidant status in patients with erectile dysfunction”
J Sex Med. 2009 Oct;6(10):2820-5.
        Â
Mancini M, Guazzi M, Bianco E, Colpi GM.
“Brachial artery flow mediated assessment: a tool to predict the response to chronic PDE5 inhibition with tadalafil in patients with erectile dysfunction.”
Int J Cardiol. 2011 Feb 3;146(3):471-2.
Fisioterapia Perineale o Riabilitazione Perineale
La Fisioterapia Perineale è indicata nell’uomo nel trattamento della Disfunzione Erettiva (in quanto migliora il meccanismo veno-occlusivo attraverso il blocco dello scarico venoso dai crura penis durante l’erezione), nel trattamento della ridotta percezione orgasmica (in quanto rafforza i muscoli bulbocavernoso ed ischiocavernosi, responsabili delle contrazioni cloniche che accompagnano l’ejaculazione), nel trattamento dello sgocciolamento post-minzionale che disturba molti uomini dopo i 50 anni (perché riduce il rilassamento dell’uretra bulbare in cui possono accumularsi minime quantità d’urina dopo la minzione).
La Fisioterapia perineale è inoltre necessaria come trattamento cardinale della incontinenza urinaria post-prostatectomia radicale per cancro prostatico.
La Fisioterapia Perineale è indicata nella donna nel trattamento di varie forme di incontinenza urinaria (in quanto potenziando il tono della muscolatura perineale si rafforza lo sfintere uretrale) e nel trattamento della ipoorgasmia femminile (le contrazioni perineali rappresentano un aspetto organico dell’orgasmo nella donna).
In aggiunta, vari studi hanno documentato l’utilità della Fisioterapia Perineale nel trattamento di alcune forme di eiaculazione precoce.
L’ISES è dotata di una apparecchiatura medicale specificamente studiata per la fisioterapia perineale, che consente trattamenti estremamente efficaci attraverso una comoda procedura totalmente non-invasiva (vedi: Tonometria perineale).
Qui sotto viene riportata una selezione bibliografica su quest’ultimo argomento.
Induratio Penis Plastica: non solo chirurgia
La Malattia di La Peyronie (anche nota come Induratio Penis Plastica), la cui eziologia non è a tutt'oggi ancora chiara, comporta aree di fibrosi, talvolta associate a calcificazioni, della tunica albuginea che riveste i corpi cavernosi del pene. In tutti i casi si ha una riduzione della normale elasticità della tunica albuginea, che durante l'erezione porta ad una curvatura anomala del pene, più o meno grave, che può rendere difficile o impossibile la penetrazione. Nelle forme più avanzate si nota un accorciamento del pene, associato a fibrosi diffusa dei corpi cavernosi e talvolta a impotenza erettiva. L’ISES segue un elevato numero di pazienti trattati mediante una particolare fisioterapia, di complemento alle terapie più codificate in Letteratura scientifica e finalizzate ad interrompere l’evoluzione della malattia. Allo scopo di raddrizzare il pene deformato dalla malattia, anziché intervenire chirurgicamente accorciando il lato rimasto più lungo, come ordinariamente si fa nella maggior parte dei Centri, viene proposto, quando utile, l’utilizzo di un estensore penieno esterno (“penile stretcher”) finalizzato a recuperare la lunghezza originale del pene. L'uso dello strumento deve essere quotidiano, per circa 6 ore al giorno, e richiede controlli medici periodici, che verifichino di volta in volta la trazione da esercitare, l’evoluzione dell’induratio penis plastica e gli effetti della terapia. La fisioterapia con l'estensore penieno per un periodo di almeno 6 mesi si è dimostrata un trattamento alquanto efficace nell'opporsi all’accorciamento e all'incurvamento causati dalla malattia (vedi anche: pene curvo acquisito).
Scroppo FI., Mancini M., Maggi M.*, Colpi GM.
"Can an external penis stretcher reduce Peyronie's penile curvature?"
4th Congress of the European Society for Sexual and Impotence Research (ESSIR)
Roma, 30 Sept. - 3 Oct. 2001; Int. J. Impot. Res. 13: suppl 4, Oct. 2001
G.M. Colpi
"Results of penis stretching in patients with Peyronie's disease"
lecture at the Congress of the Andrological Section of the Hungarian Society of Urology
Budapest, 12-13 Oct. 2001
FI. Scroppo, M. Mancini, M. Maggi*, GM. Colpi
"Can an external penis stretcher reduce Peyronie's penile curvature?"
2nd European Congress of Andrology
Malmoe, 19-22 Sept. 2002
Colpi G.M., Martini P., Scroppo F.I., Mancini M., Nerva F.
"Treatment of penile retraction in evolutive Peyronie's disease with external penis-stretching"
5th Congress of the European Society for Sexual and Impotence Research (ESSIR)
Hamburg, 1-4 Dec. 2002; Int. J. Impot. Res. 14: suppl. 4, Dec. 2002.
Pene Curvo Congenito: chirurgia sicura
L'incurvamento congenito del pene (o recurvatum del pene) consiste in una curvatura anomala del pene nello stato di erezione, che può associarsi o meno a difetti di posizione del meato uretrale esterno (ipospadia o epispadia). La curvatura anomala è spesso verso il basso ("incurvamento ventrale"), talora è una deviazione laterale, sola o associata all'incurvamento ventrale. Mentre nelle forme più lievi l'incurvamento comporta sostanzialmente solo un fastidioso inestetismo che non pregiudica la penetrazione, nelle forme più severe esso può rendere più o meno difficoltosa la penetrazione in vagina sino a renderla talvolta impossibile, con ovvie pesanti ripercussioni sulla sfera psichica del paziente. Il Prof. Giovanni M. Colpi, che fin dal lontano 1980 è stato tra i primi in Europa, ad eseguire questo tipo di chirurgia (vedi: Colpi GM, Zanollo A, Fanciullacci F, Beretta G.: Nesbit's operation for congenital penile curvature: a report on 17 cases. In: R. & H. Virag (Eds): First World Meeting on Impotence, pp.248-251. CERI, Paris, 1984), ha a tutt’oggi eseguito alcune centinaia di interventi chirurgici di riduzione della curvatura del pene mediante corporoplastica secondo Nesbit, senza alcuna complicanza di rilievo (e con tre soli casi di raddrizzamento non del tutto ottimale, seppure sufficiente). Negli ultimi anni, presso l’Unità di Andrologia dell’Ospedale San Paolo di Milano, specificamente per i casi di incurvamento solo ventrale, ha modificato la tecnica chirurgica con una variante personale (presentata anche a Congressi Internazionali: vedi sotto) che consente non solo di ridurre al minimo la riduzione della lunghezza dorsale del pene rispetto alle tecniche tradizionali, ma anche di abolire virtualmente qualunque possibilità di lesione involontaria intraoperatoria delle fibre nervose dell’organo. L’intervento viene eseguito in anestesia generale e prevede un ricovero ospedaliero di circa 72 ore (vedi anche pene curvo congenito).
G.M. Colpi et al.
“Variante tecnica quirurgica para el tratamiento de la incurvacion ventral congenita del pene”
XI Congreso Nacional de la Asociacion Española de Andrologia
Alicante (España), 28-31 Marzo 2001
G.M. Colpi et al.
“A new technique for surgery of ventral congenital curvature of the penis”
4th Congress of the European Society for Sexual and Impotence Research (ESSIR)
Roma, 30 September – 3 October 2001
G.M. Colpi, G. Piediferro, M. Mancini
“Corporoplastia simplificada en la incurvacion peneana congénita ventral”
XIII Congreso Nacional de la Asociacion Española de Andrologia
Cordoba, 10-12 de Mayo 2007
F.M. Castiglioni, G.M. Colpi, G. Piediferro, M. Mancini
“A simplified corporoplasty for congenital penile curvature”
A Magyar Andrológiai Tudományos Társaság I. Kongresszusán, Siófok, November 8th – 10th 2007
Pubblicazioni scientifiche più significative:
Colpi G, Piediferro G, Castiglioni F, Contalbi G, Carmignani L.
“Penile septoplasty for congenital ventral penile curvature: results in 51 patients”.
J Urol. 2009 Oct;182(4):1489-94.
Pene Piccolo: non solo chirurgia
Il "pene piccolo", sia vero che vissuto come tale, nella nostra esperienza viene prevalentemente trattato, e con ottimi risultati in termini di allungamento, mediante l'uso di un estensore penieno esterno (“penile stretcher”). Quest'ultimo, ponendo in trazione i tessuti, induce una proliferazione cellulare che comporta un vero e proprio allungamento "in toto" dell'organo. L'estensore deve essere applicato quotidianamente per alcuni mesi, con una trazione che aumenta gradualmente nel tempo, sotto rigoroso controllo medico periodico, al fine di evitare complicanze (lesioni della cute, lesione delle fibre nervose): esso può essere portato (del tutto occultato) sotto i vestiti, anche durante la normale vita quotidiana. Alcuni risultati di questo tipo di fisioterapia sono stati presentati dal nostro Gruppo in diversi convegni scientifici. (vedi anche: pene piccolo).
G.M. Colpi
“Il ‘pene piccolo’ congenito e da fibrosi dei corpi cavernosi: diagnosi e terapia”
Relazione Ufficiale al V Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia Medica (SIAM)
Catania, 29 Maggio – 1° Giugno 2002
G.M. Colpi, P. Martini, F.I. Scroppo, M. Mancini, G.F. Contalbi
"Il micropene ed il pene piccolo: diagnosi e terapia"
Rivista di Sessuologia Clinica, VIII-2001/2
G.M. Colpi, Nerva F., Piediferro G., Benaglia R.
“Efficacy of daily penis-stretching technique to elongate the ‘small penis’”
5th Congress of the European Society for Sexual and Impotence Research (ESSIR)
Hamburg, 1 - 4 Dec. 2002
"Efficacy of daily penis-stretching technique to elongate the 'small penis'"
International Journal of Impotence Research 14: suppl. 4, Dec. 2002
G.M. Colpi
“La dismorfofobia peniena”
Lettura Magistrale al Corso ‘La comunicazione medico-paziente in sexual medicine’
Siena, 19-21 marzo 2004
Oderda M, Gontero P.
“Non-invasive methods of penile lengthening: fact or fiction?”
BJU Int. 2010 Sep 24. doi: 10.1111/j.1464-410X.2010.09647.x.
[Epub ahead of print]
Varicocele: chirurgia mini-invasiva
La correzione chirurgica del varicocele ha lo scopo di risolvere la dilatazione venosa presente a livello scrotale e di impedire al sangue della vena spermatica interna di refluire verso il testicolo. Tale scopo può essere raggiunto con varie tecniche, ciascuna scelta sulla base del tipo di varicocele che ci si trova a dover affrontare. La Scuola del Prof. Giovanni M. Colpi ha cumulato una notevolissima esperienza pressoché in tutte le tecniche chirurgiche per il trattamento del varicocele (legatura alta sec. Ivanissevich, tecnica di Palomo, tecnica microchirurgica, sclerotizzazione anterograda sec. Tauber, sclerotizzazione retrograda sotto controllo radiologico, ecc.), grazie al consistente afflusso annuale di pazienti prevalentemente infertili affetti da varicocele nelle varie Sedi Ospedaliere, e nei Centri satelliti delle stesse, in cui i suoi membri hanno operato o operano (circa 150-200 varicoceli operati all’anno dal 1988 in poi). Nella tecnica mini-invasiva, attualmente più in uso da noi, si esegue un'incisione subinguinale, si isola il funicolo spermatico nel quale si vanno a reperire una o due delle vene di maggior calibro, ed in esse si inietta, dopo aver transitoriamente clampato a monte ed a valle un buon tratto del funicolo, un liquido sclerosante che migra in tutte le vene del plesso, anche le più sottili, obliterandole: in tal modo viene assolutamente rispettata l'arteria testicolare. Tale tecnica richiede un periodo postoperatorio, totalmente indolore, di sole 48 ore; la ripresa delle normali attività quotidiane anche fisicamente impegnative è poi pressoché immediata. Tale tecnica ed i suoi risultati, estrapolati dalla nostra casistica operatoria (in larga misura effettuata presso l'Ospedale San Paolo di Milano), sono stati presentati, anche in video ed in live surgery a vari Congressi Italiani ed Internazionali. La tecnica, pubblicata sul prestigioso “British Journal of Urology International”, ha dimostrato ad un follow-up tuttora in corso (finora rivisti i dati di 785 pazienti) un tasso di recidiva di solo l’1,9%, contro il 6% almeno di tutte le altre tecniche, ad eccezione di quella microchirurgica, peraltro alquanto più costosa (per il paziente o per il Servizio Sanitario Nazionale) (vedi anche: varicocele).
Mancini M, Carmignani L, Agarwal A, Ciociola F, Pasqualotto F, Castiglioni MF, Piediferro G, Colpi GM.
Antegrade subinguinal sclerotization with temporary clamping of the spermatic cord: a new surgical technique for varicocele.
Urology. 2011 Jan;77(1):223-6.
G.M. Colpi e F. Nerva
Chirurgia in diretta: Sclerotizzazione di varicocele sec. Marmar mod.
XIX Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia (SIA)
Bologna, 12-15 novembre 2002
G.M. Colpi
“New surgical technique for varicocele”
lecture at the 4th Andrologic Symposium
Patra (Greece), January 23-24, 2004
G.M. Colpi, G. Piediferro, M. Mancini
“Técnica quirurgica nueva y sencilla para el varicocele”
XIII Congreso Nacional de la Asociacion Española de Andrologia
Cordoba, 10-12 de Mayo 2007
(pubblicato su: Rev Intern Androl Salud Sex Reprod 5(2):134, 2007
Microchirurgia ricostruttiva delle vie seminali
Numerosi pazienti affetti da azoospermia ostruttiva, al momento in cui cercano prole, vengono purtroppo direttamente avviati con le loro mogli ai Centri di Riproduzione Assistita. Lì verranno sottoposti ad agoaspirato testicolare (ripetute punture dei testicoli al fine di recuperare minime quantità di spermatozoi da usare immediatamente per la microiniezione degli oociti durante le procedure di fecondazione assistita) o a TESE (prelievo chirurgico di un piccolo frammento di polpa testicolare da cui recuperare al momento gli spermatozoi necessari per la ICSI, crioconservandone in Banca del Seme quelli in esubero). Questo modo di procedere è per lo meno discutibile, perché fa pagare al corpo della donna, attraverso vari successivi tentativi con la fecondazione in vitro, lo stato di sterilità dell’uomo. Se il paziente affetto da azoospermia ostruttiva si è sottoposto anni prima a vasectomia (chiusura dei dotti deferenti a scopo contraccettivo o, più esattamente, a scopo di sterilizzazione), è possibile ricostruire in microchirurgia i dotti deferenti interrotti mediante una vasovasostomia, con un tasso di successo della ricanalizzazione molto elevato (maggiore dell’ 80%) (seppure in parte dipendente dal numero di anni intercorsi dalla vasectomia) ed una elevata probabilità di ottenere poi una gravidanza per vie naturali. Se invece il paziente è affetto da azoospermia ostruttiva conseguente a pregresse infezioni (talora occulte) delle vie seminali (generalmente degli epididimi) si potrà tentare di ricanalizzare la via seminale ostruita mediante una tubulovasostomia microchirurgica, creando cioè al microscopio operatore un bypass tra il tubulo dell’epididimo a monte dell’ostruzione ed il tratto iniziale del deferente. In questo ultimo caso la percentuale di ricanalizzazione è meno buona e dipende in larghissima misura dal livello in cui sarà da praticare l’anastomosi: una anastomosi tra dotto deferente e coda dell’epididimo ha più possibilità di successo di una tra deferente e corpo dell’epididimo, e questa ultima più di una tra deferente e testa dell’epididimo. Il nostro Gruppo è uno dei pochissimi in Italia che praticano routinariamente la microchirurgia ricostruttiva delle vie seminali. L’intervento, durante il quale comunque si provvede d’ufficio ad eseguire una biopsia testicolare per esame istologico (onde verificare lo stato della spermatogenesi) ed un prelievo ulteriore di polpa testicolare (TESE) (per recuperare spermatozoi da crioconservare in Banca del Seme per eventuale successivo utilizzo a fini di fecondazione in vitro nel caso l’intervento di ricanalizzazione non ottenga i risultati sperati), per quanto lungo (si lavora in microchirurgia), non comporta alcun rischio per il paziente ed è praticamente privo di dolore postoperatorio. Esso è perfettamente in accordo con i principi di etica medica e con i principi della Legge 40/2004 che suggeriscono una gradualità nel ricorso alle pratiche chirurgiche invasive e impongono il ricorso alle tecniche di procreazione Medicalmente Assistita solo dopo l’assenza di risultati mediante il ricorso a procedure meno invasive. In ossequio a tali principi il nostro Gruppo esegue questi interventi in larga misura in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, presso l’Ospedale San Paolo di Milano (vedi anche: azoospermia).
G.M. Colpi, C. Bettocchi, G. Franco, E. Greco, A. Ortensi, L. Negri: “Linee guida della Società Italiana di Andrologia su: La azoospermia: terapia”, Giornale Italiano di Andrologia, 7, 79-103, 2000.
G.R. Dohle, A. Jungwirth, G. Colpi, A. Giwercman, T. Diemer, T.B. Hargreave: EAU Guidelines on Male Infertility, European Association of Urology, 2007 [http://www.uroweb.org/fileadmin/user_upload/Guidelines/Male%20Infertility.pdf]
G.M. Colpi
“Andrological management vs. ICSI in severe male factor infertility: take-home baby costs”
Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia Medica (SIAM)
Roma - 2-3 gennaio 1998
G.M. Colpi
“Reconstruction in the ICSI era - Is there still an indication?”
lecture at the XIIIth European Association of Urology (EAU) Congress
Barcelona (España), March 24, 1998
G.M. Colpi
“Diagnostic work-up of the male with obstructive azoospermia”
Precongress Post-Graduate Course of the 1st European Congress of Andrology (EAA, European Academy of Andrology)
L’Aquila (Italy), 24-27 March 2000
G. Piediferro
“Terapia chirugica dell’infertilità maschile”
Corso Avanzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana
Bella Muro (Potenza), 30 Ottobre 2001
G.M. Colpi e G. Piediferro
“Trattamento chirurgico dell’infertilità maschile”
Vermittlung Moderner Methoden in der Diagnostik und Terapie der ReproductionsMedizin
Bruneck, 28 settembre 2002
G.M. Colpi e G. Piediferro
“Azoospermia (fertility possibilities)”
lecture at the V International Congress on Therapy in Andrology
Pisa, March 24-27, 2003
G. Piediferro
“L’azoospermia: come diagnosticarla e come affrontarla”
Corso pre-congressuale ‘Il work-up del maschio della coppia infertile’
XX Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia (SIA)
Capri, 25-28 ottobre 2003
G.M. Colpi
“Le azoospermie ostruttive: inquadramento nosografico e clinica”
Master in Andrologia di II livello dell’Unità di Fisiopatologia Clinica, Università di Firenze
Firenze, 17 febbraio 2005
G. Piediferro
“Chirurgia dell’apparato genitale maschile e infertilità”
Congresso “Iter Diagnostico-Terapeutico della Coppia Infertile”
Lugano (Svizzera), 1 aprile 2006
Accertamenti prematrimoniali di fertilità nell’uomo
Il cambiamento di costumi nella nostra società sta rendendo sempre più avanzata l’età del matrimonio, soprattutto per l’uomo. L’età avanzata risulta associata ad una potenziale riduzione della qualità dello sperma e di conseguenza, ad un’alterazione del potenziale di fertilità del maschio. I consulenti dell’ISES, con competenze in campo andrologico, urologico ed endocrinologico, sono disponibili ad offrire informazioni e consulenze su problematiche riproduttive maschili. (vedi anche: infertilità maschile)
Consulenze medico-legali
I Medici dell’ISES offrono, nel complicato settore dell’Andrologia, consulenze medico-legali su problematiche sessuologiche e riproduttive. Alcuni di essi svolgono da molti anni attività di consulenza di parte nell’ambito di contenziosi utili all’accertamento e alla quantificazione del danno.
Banca del Seme
L’ISES è stato uno dei primi Centri in Italia ad eseguire la crioconservazione dello sperma. Questa procedura permette di conservare i gameti maschili per un tempo indefinito e rappresenta un formidabile strumento di preservazione della fertilità. Viene consigliato a quei soggetti che si sottopongono a trattamenti medici o chirurgici potenzialmente in grado di indurre sterilità o che per motivi di lavoro sono esposti a sostanze gonotossiche, oppure a soggetti affetti da severa oligozoospermia. Le procedure di crioconservazione del liquido seminale realizzate presso il Lodovica Medical Center seguono le linee guida internazionali riguardanti la conservazione degli spermatozoi, nonché le disposizioni legali vigenti in Italia (vedi: Lodovica Medical Center).
Pazienti paraplegici
L’approccio al paziente con lesioni del midollo spinale rappresenta un campo d’eccellenza per gli specialisti dell’ISES. Per questa categoria di pazienti è disponibile un approfondito counselling andrologico che comprende sia gli aspetti sessuologici che riproduttivi. In particolare, dal punto di vista sessuologico, possono essere proposti schemi di riabilitazione per impotenza ed aneiaculazione.
La problematica riproduttiva, quando non risolvibile con tecniche più semplici, viene affrontata proponendo l’estrazione chirurgica di spermatozoi testicolari (TESE) e la loro crioconservazione per un successivo utilizzo mediante tecniche di fecondazione assistita (ICSI) da eseguirsi presso l'Ospedale San Paolo - Polo Universitario di Milano. Inoltre, i Consulenti dell’ISES collaborano da molti anni con l'Unità Spinale Unipolare dell'Azienda Ospedaliera Niguarda Ca' Granda di Milano, uno dei Centri di Riferimento Regionale più prestigiosi nell’affrontare e soddisfare i bisogni assistenziali, terapeutico-riabilitativi e psicologico-sociali delle persone affette da lesione midollare.
Ecografia
La Scuola del Prof. Colpi si è particolarmente interessata all’ecografia andrologica fin dagli anni ’80, ed ha addestrato numerosi andrologi provenienti da varie Istituzioni Pubbliche o Centri Privati. Oggi la diagnostica per immagini viene eseguita dai medici della Scuola presso il Lodovica Medical Center (vedi: Lodovica Medical Center).